Approccio multidisciplinare alle disprassie: verso un’inclusione più efficace

Approccio multidisciplinare alle disprassie: verso un’inclusione più efficace

Le disprassie (o DCD, Disturbi della Coordinazione Motoria) interessano diversi sistemi – motorio, sensoriale e cognitivo – e per questo richiedono un approccio multidisciplinare per garantire il massimo supporto all’autonomia, all’apprendimento e alla qualità della vita. In vista del convegno che si terrà a Caserta il 13 settembre 2025, Eubios ribadisce il suo impegno a mettere la persona al centro, promuovendo il dialogo tra famiglia, scuola e professionisti sanitari. L’obiettivo? Creare percorsi di intervento personalizzati e realmente efficaci.

Disprassia e dispercezione: facciamo chiarezza

Parlare di disprassia significa affrontare una condizione complessa e spesso poco compresa, che può incidere profondamente sulla quotidianità di bambini, adolescenti e adulti. Ancora oggi, molte famiglie e insegnanti si trovano disorientati davanti a segnali di disagio motorio o comportamenti apparentemente “goffi”, che invece meritano una valutazione accurata. Per costruire percorsi inclusivi e realmente efficaci, è essenziale chiarire cosa si intende con disprassia e con dispercezione, due fenomeni spesso intrecciati tra loro.

  • Disprassia (DCD): si tratta di un disturbo dello sviluppo della coordinazione motoria, caratterizzato da una difficoltà nel pianificare ed eseguire movimenti volontari. Può influenzare attività come la scrittura, la coordinazione oculo-manuale, le routine quotidiane (vestirsi, allacciarsi le scarpe) e persino la partecipazione alle attività sportive o di gruppo.
  • Dispercezione: è un’alterazione dell’integrazione sensoriale. Le informazioni provenienti dai diversi canali sensoriali – uditivo, visivo, vestibolare, tattile, orobuccofacciale – non vengono elaborate in modo coerente. Questo può generare confusione percettiva e amplificare le difficoltà motorie, creando barriere all’apprendimento e alla partecipazione sociale.

Segnali da non sottovalutare includono:

  • Una goffaggine evidente e persistente, che va oltre la normale variabilità dello sviluppo
  • Difficoltà nei movimenti fini e complessi (tagliare con le forbici, scrivere, disegnare)
  • Disorganizzazione nel compiere attività quotidiane strutturate
  • Reazioni sensoriali estreme: alcuni bambini reagiscono con fastidio a rumori o stimoli tattili, altri sembrano non percepire alcuni segnali (come il dolore lieve o il freddo)

La diagnosi è clinica e multidimensionale, non si basa su un solo esame ma su una valutazione approfondita che include:

  • Test standardizzati motori e cognitivi
  • Osservazioni in contesti ecologici (scuola, casa, terapia)
  • Colloqui con genitori, insegnanti e operatori

Comprendere precocemente la natura di queste difficoltà è il primo passo per strutturare un progetto abilitativo personalizzato, che metta in connessione i diversi ambienti di vita della persona e favorisca la sua piena inclusione scolastica e sociale.

Perché serve un approccio multidisciplinare?

Un inquadramento completo delle disprassie richiede la collaborazione tra più figure professionali. Ogni sistema coinvolto ha ricadute specifiche:

  • Sistema uditivo (ipoacusia/iperacusia): influenza sull’attenzione e sulla regolazione sensoriale
  • Sistema vestibolare: coinvolto in equilibrio, coordinazione e postura
  • Sistema visivo e tattile: fondamentali per lettura, scrittura e apprendimento
  • Sistema orobuccofacciale: influisce su alimentazione, fonazione e gestione del gusto
  • Neuropsicologia: necessaria per valutare attenzione, memoria e funzioni esecutive

L’integrazione tra neurologi, neuropsichiatri infantili (NPIA), logopedisti, TNPEE, terapisti occupazionali, psicologi, foniatri e specialisti ORL permette di definire interventi riabilitativi mirati ed efficaci.

Convegno di Caserta: un’occasione per approfondire

Data e sede: sabato 13 settembre 2025 · Novotel Caserta Sud (CE)

Tema principale: Disprassie e dispercezione. Aggiornamenti dalla letteratura scientifica e dalle evidenze di neuroimaging.

Argomenti principali:

  • Classificazione e diagnosi differenziale
  • Interazione tra sistemi sensoriali (uditivo, vestibolare, visivo, orobuccofacciale)
  • Implicazioni neuropsicologiche: attenzione, memoria, funzioni esecutive
  • Comorbidità e strategie cliniche
  • Lectio magistralis: approccio multisistemico e focus sugli aspetti dispercettivi
  • Terapie integrate: dai neuromodulatori all’approccio riabilitativo multidisciplinare

Evento accreditato ECM, rivolto a medici specialisti, audiometristi, audioprotesisti, logopedisti, psicologi, TNPEE e terapisti occupazionali.

L’impegno di Eubios: persone, non solo pazienti

In linea con la propria mission, Eubios promuove un approccio basato su:

  • Ascolto e coprogettazione. Ogni percorso nasce da un confronto diretto tra famiglia, scuola e team clinico. L’obiettivo è costruire interventi su misura che rispondano ai bisogni reali della persona.
  • Soluzioni per comunicazione e autonomia. Eubios affianca i professionisti nell’adozione di ausili personalizzati (come i comunicatori per disabili, supporti per la regolazione sensoriale e strumenti per organizzare le routine). L’integrazione avviene nei contesti di vita reale, non solo in ambito terapeutico.
  • Formazione continua. Organizziamo webinar, workshop e percorsi formativi per docenti, caregiver e terapisti, con focus su tecniche come il modeling, la generalizzazione delle competenze e il monitoraggio dei progressi.
  • Transizione scuola-casa-comunità. I nostri piani d’azione mirano a trasferire in classe e a casa quanto appreso in terapia, facilitando l’autonomia e la partecipazione attiva.
  • L’approccio Eubios non sostituisce la diagnosi clinica, ma lavora al fianco dell’équipe per tradurre gli obiettivi terapeutici in azioni concrete e quotidiane.

Per restare aggiornato sul convegno di Caserta e sulle iniziative Eubios dedicate alla disprassia, seguici su eubiossrl.it o sul nostro profilo LinkedIN.

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