L’11 settembre 2026, presso il Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, si è svolto il Congresso Regionale Campania SIMFER–SI-GUIDA–AISD, dal titolo “Il dolore osseo e il dolore muscolare: analogie e sfide cliniche”. L’iniziativa ha riunito specialisti di diverse discipline per approfondire un tema centrale nella pratica clinica e nella qualità della vita delle persone.
Eubios ha sostenuto l’evento come contributore non condizionante, confermando l’attenzione verso il confronto scientifico e lo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sull’integrazione delle competenze.
Dolore osseo e dolore muscolare: una lettura integrata
Dolore osseo e dolore muscolare sono spesso presenti insieme, ma possono essere affrontati come manifestazioni separate. Il razionale del congresso ha invece proposto una visione più ampia: osso e muscolo rappresentano un’unità funzionale, nella quale interazioni biomeccaniche, endocrine e immunologiche contribuiscono a determinare il benessere e la funzionalità della persona.
Il dolore muscoloscheletrico non dipende soltanto dalla lesione tissutale. Possono incidere anche fattori genetici, ambientali, comportamentali, sociali e culturali. Da qui la necessità di un approccio multidimensionale, capace di considerare il sintomo, il recupero funzionale e la qualità di vita.
Dalla fase acuta alla prevenzione della cronicità
La prima sessione scientifica ha affrontato gli aspetti clinici del dolore osseo e muscolare, partendo dalla transizione dal dolore acuto a quello cronico. Un passaggio delicato, che richiede una valutazione tempestiva e personalizzata per ridurre il rischio di disabilità e limitazione funzionale.
Tra i temi in programma:
- dolore post-chirurgico persistente;
- sindromi da edema osseo;
- dolore muscolare nello sportivo;
- sarcopenia e dolore.
Il congresso ha quindi messo in relazione condizioni diverse, accomunate dalla necessità di diagnosi appropriate e strategie terapeutiche costruite sui bisogni della persona.
Oltre la lesione: genetica, ambiente e contesto di vita
Un’altra sessione ha approfondito il ruolo della genetica, dell’ambiente e dell’età evolutiva nel dolore muscoloscheletrico.
Questi aspetti ricordano che il dolore non è un’esperienza uguale per tutti. La stessa condizione clinica può avere un impatto differente in base alla storia della persona, al contesto in cui vive, alle abitudini quotidiane e alle risorse disponibili per affrontare la malattia.
In quest’ottica, la presa in carico richiede ascolto, educazione e collaborazione tra professionisti, paziente e famiglia.
Terapie farmacologiche, riabilitative e fisiche
La terza sessione è stata dedicata al trattamento del dolore osseo e muscolare. Il programma ha affrontato il ruolo dei nutraceutici, della vitamina D, delle terapie farmacologiche e della gestione del dolore acuto in emergenza-urgenza.
Spazio anche alle linee guida sull’impiego delle terapie fisiche strumentali nel dolore muscoloscheletrico, dall’elettroanalgesia alle onde d’urto. Il messaggio emerso è chiaro: ogni intervento deve essere inserito in un percorso clinico appropriato, valutando indicazioni, obiettivi funzionali e caratteristiche individuali.
Un momento di particolare interesse è stato dedicato al cross-talk tra osso, muscolo e cervello, per approfondire le implicazioni terapeutiche di una visione integrata del dolore.
Il ruolo della chirurgia e l’approccio multidisciplinare
L’ultima sessione ha esplorato la gestione chirurgica del dolore muscoloscheletrico, con focus sulle metodiche ortopediche mini-invasive nel dolore articolare, sulle novità nella chirurgia del dolore cronico vertebrale e sulla protesi dolorosa.
Il programma ha incluso inoltre una lettura sulle connessioni tra cefalea e dolore muscoloscheletrico, a conferma della complessità dei meccanismi coinvolti.
Medicina del dolore, riabilitazione, ortopedia, neurologia, genetica e scienze di base: il congresso ha valorizzato il contributo di discipline diverse per costruire risposte più complete. Non si tratta soltanto di controllare il dolore, ma di accompagnare la persona nel recupero delle autonomie e delle attività quotidiane.
L’impegno di Eubios
Sostenere occasioni di aggiornamento e confronto come questa significa riconoscere il valore di una medicina sempre più personalizzata e multidisciplinare.
Eubios guarda con interesse ai percorsi che integrano valutazione clinica, innovazione, riabilitazione e attenzione alla qualità di vita. La collaborazione tra professionisti e il dialogo scientifico restano elementi essenziali per promuovere una gestione del dolore più consapevole, appropriata e vicina alle persone.

