medicina rigenerativa e il ruolo della ionorisonanza nel recupero funzionale

La medicina rigenerativa oggi: il ruolo della ionorisonanza nel recupero funzionale

Introduzione: una nuova alleata nella riparazione dei tessuti

La medicina rigenerativa ha cambiato il modo in cui affrontiamo lesioni, patologie articolari e traumi muscolari. Non più solo farmaci o interventi chirurgici, ma anche mezzi che aiutano il corpo a guarire, regolando i suoi meccanismi interni. Comprende strategie che stimolano la riparazione dei tessuti utilizzando cellule, fattori di crescita, biomateriali e stimoli fisici controllati.

In questo contesto si inserisce la ionorisonanza, una tecnologia biofisica che sta attirando crescente interesse in fisioterapia, ortopedia e riabilitazione post-operatoria. Con ionorisonanza ci si riferisce in ambito clinico a un insieme di tecnologie che impiegano campi elettromagnetici pulsati (PEMF) a bassa intensità e bassa frequenza, con l’obiettivo di modulare l’infiammazione, migliorare il microcircolo e sostenere l’attività cellulare per favorire il recupero funzionale.

È un trattamento non invasivo, indolore e atermico che può accompagnare terapie come l’innesto di cellule staminali nel trattamento dell’artrosi, fratture, patologie muscolo-scheletrici come ad esempio epicondilite, edema osseo e crolli vertebrali.

Come funziona la Ionorisonanza?

Il target biologico della ionorisonanza sono cellule come fibroblasti, condrociti e osteoblasti: tutte coinvolte nella riparazione di muscoli, tendini, ossa e cartilagini. L’azione elettromagnetica agisce sul loro metabolismo, sul rilascio di fattori di crescita, sulla gestione dell’edema e persino sulla regolazione della percezione del dolore.

Tra i principali effetti osservati:

  • riduzione dell’infiammazione locale;
  • stimolazione della vascolarizzazione (angiogenesi);
  • riduzione del dolore;
  • ripristino della normale struttura e attività cellulare

Il risultato? Meno rigidità, meno dolore, più mobilità.

Quando è indicata la ionorisonanza

La ionorisonanza è sempre più utilizzata nei programmi personalizzati di riabilitazione muscolo-scheletrica, soprattutto in questi ambiti:

Ortopedia rigenerativa

  • Tendiniti, lesioni da sovraccarico, distorsioni;
  • Supporto nei protocolli per cartilagini danneggiate o artrosi iniziale;
  • Integrazione nei trattamenti biologici, come l’innesto di cellule staminali.

Riabilitazione post-chirurgica

  • Post-intervento per protesi d’anca o ginocchio;
  • Post-operatorio per fratture
  • Post-interventi artroscopici o ricostruzioni tendinee;
  • Per gestire dolore, gonfiore e favorire il ritorno al movimento.

Fisioterapia avanzata

  • Supporto al rientro in campo per atleti;
  • Prevenzione di aderenze e fibrosi post-trauma;
  • Terapia complementare all’esercizio attivo.

Cosa succede durante una seduta?

La seduta è semplice, rapida e confortevole. Dopo una valutazione clinica iniziale, il professionista imposta il programma terapeutico del dispositivo in base alla tua condizione.

Il paziente rimane vestito e rilassato. Vengono applicati manipoli o solenoidi nella zona da trattare, e il trattamento dura dai 36 ai 90 minuti a seduta, ripetuto più volte durante la giornata.

Importante ricordare che la ionorisonanza non sostituisce il movimento o la fisioterapia attiva, ma può amplificare gli effetti della riabilitazione, accelerando i tempi di recupero.

Indicazioni speciali: post-innesto di cellule staminali

Nel campo della medicina rigenerativa biologica, la ionorisonanza può avere un ruolo strategico come trattamento antinfiammatorio post-innesto di cellule staminali, favorendo:

  • la creazione di un microambiente favorevole alla rigenerazione;
  • la differenziazione delle staminali in condrociti, essenziali per il ripristino della cartilagine;
  • la produzione di matrice extracellulare.

Sicurezza e controindicazioni

La ionorisonanza ha un profilo di tollerabilità elevato. Gli effetti collaterali sono rari e lievi, ma è fondamentale una valutazione medica preventiva in caso di:

  • dispositivi impiantabili (es. pacemaker),
  • gravidanza,
  • epilessia,
  • tumori attivi.

In Italia e in Europa, l’uso clinico è regolato da normative specifiche (es. D.Lgs. 81/08) e da linee guida ICNIRP che stabiliscono i limiti di esposizione sicura.

Domande frequenti (FAQ)

La ionorisonanza è dolorosa?
No, è indolore.

In quanto tempo vedrò dei benefici?
Dipende dalla condizione da trattare. In genere servono più sedute distribuite su alcune settimane.

Può sostituire la fisioterapia o i farmaci?
No. È una tecnologia complementare alla riabilitazione attiva, utile anche per ridurre il ricorso a farmaci.

È adatta anche per gli anziani?
Sì, soprattutto in caso di fragilità muscolo-articolare. Serve sempre una valutazione iniziale.

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Bibliografia essenziale

  • Hu H. et al., Biological effects of PEMF on angiogenesis and tissue regeneration, 2022
  • Frizzarin L., Magnetoterapia: principi e applicazioni cliniche, Università di Padova
  • Nisi E., Valutazione di tecniche biofisiche in riabilitazione oncologica, Politecnico di Milano
  • Maffulli N. et al., Terapie biofisiche in traumatologia sportiva, ResearchGate
  • Linee guida ICNIRP – Limiti di esposizione a campi elettromagnetici
  • D.Lgs. 81/08 – Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro

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