La storia Ionorisonanza: Terapia Biofisica Rigenerativa
I nostri dispositivi traggono le proprie origini dalla ricerca condotta a metà degli anni Settanta dallo scienziato W.R. Adey il quale scoprì che è possibile stimolare gli ioni biologici negli esseri viventi attraverso l’uso di campi elettromagnetici a bassissima intensità e frequenza.
Negli anni seguenti, Carl Blackman, scienziato dell’americana EPA (Agenzia di Protezione dell’Ambiente) scoprì che questi risultati dipendevano criticamente dalla direzione di applicazione dei campi elettromagnetici.
Nel 1984 il Prof. A.R. Liboff, interessato all’epoca agli effetti biologici delle radiazioni cosmiche, ipotizzò che le scoperte di Adey e di Blackman potessero essere facilmente spiegate supponendo che il campo magnetico terrestre interagisse con i campi variabili applicati producendo un fenomeno noto come Ionorisonanza Ciclotronica direttamente all’interno dei tessuti.
In fisica il fenomeno della Ionorisonanza è ben conosciuto
In fisica il fenomeno della Ionorisonanza è ben conosciuto: esso richiede l’applicazione simultanea di due campi magnetici paralleli, uno statico ed uno variabile nel tempo.
Nondimeno Liboff, supponendo che gli effetti osservati in laboratorio da Adey e Blackman fossero dovuti alla Ionorisonanza dimostrò come la gamma di intensità del campo magnetico terrestre sulla superficie terrestre corrispondesse a frequenze di Ionorisonanza, frequenze molto basse e fisiologicamente significative in grado di sollecitare ioni biologici chiave come ad esempio calcio, potassio e magnesio.
Queste scoperte avevano un’importanza rivoluzionaria: le osservazioni di Adey e Blackman descrivono effettivamente una proprietà elettromagnetica intrinseca degli esseri viventi.
Liboff dimostrò inoltre che i precedenti successi con i campi magnetici pulsati (PMF-Pulsed Magnetic Field, noti anche come magnetoterapia) per trattare patologie ossee, come artrosi, osteoporosi o ritardi di consolidamento, presentati dal Dr. C.A.L. Bassett negli anni ’70, erano più verosimilmente casi particolari di Ionorisonanza, effetti fisici noti derivanti dalla capacità delle frequenze a banda larga nei segnali PFM di includere talvolta frequenze di Ionorisonanza.
Per verificare queste ipotesi, Liboff con l’aiuto del Prof. S.D. Smith e del Prof. B.R. McLeod, del dott. J. Thomas e dello studente K. A. Jenrow, si imbarcarono in una lunga serie di esperimenti che provano senza ombra di dubbio che combinazioni di Ionorisonanza di campi magnetici sintonizzati su certi ioni possono avere profondi effetti sugli esseri viventi siano essi una coltura cellulare o un organismo completo.
Nel 1987 fu autorizzata dall’americana FDA (Food and Drug Administration) la prima applicazione medica della Ionorisonanza per trattare i ritardi di consolidamento nelle fratture ossee e pochi anni dopo un secondo impiego medico fu approvato per aiutare la fusione spinale (nella spina bifida); trattamenti, questi, erogati localmente nella zona della lesione o sintomo.


