Apnee notturne (OSAS): sintomi, rischi e diagnosi con polisonnografia

Le apnee notturne (OSAS) sono pause ripetute del respiro durante il sonno, causate dall’ostruzione delle vie aeree superiori. Non sono “solo russamento”: interrompono il sonno, riducono l’ossigenazione e aumentano il carico su cuore e cervello. Riconoscerle presto e diagnosticarle con esami oggettivi evita complicanze e consente terapie efficaci.

Sintomi: come si manifestano davvero

Molti pazienti non ricordano le apnee, ma ne subiscono gli effetti. Presta attenzione se compaiono:

  • Russamento irregolare e rumoroso con pause respiratorie riferite dal partner.
  • Risvegli bruschi con sensazione di soffocamento, palpitazioni o bocca secca.
  • Sonnolenza diurna, colpi di sonno (anche alla guida), stanchezza cronica.
  • Cefalea mattutina, irritabilità, cali di memoria e concentrazione.
  • Ipertensione difficile da controllare, fibrillazione atriale recidiva, glicemia instabile.

Nei bambini: russamento abituale, respiro rumoroso, enuresi, iperattività o scarso rendimento scolastico.

Per distinguere i disturbi del sonno e capire quali esami servono, vedi anche Polisonnografia: cos’è e a cosa serve.

Rischi: perché non vanno sottovalutate

OSAS non trattata si associa a:

  • Ipertensione arteriosa e aritmie; aumento del rischio di infarto e ictus.
  • Diabete e sindrome metabolica più difficili da gestire.
  • Incidenti stradali e infortuni sul lavoro per colpi di sonno.
  • Peggioramento della qualità di vita (umore, energia, performance cognitive).

Ridurre le apnee migliora sonno e prognosi cardiovascolare. In quadri selezionati, la terapia corretta (es. CPAP) riduce eventi clinici e assenze lavorative.

Diagnosi: polisonnografia o HSAT?

La polisonnografia (PSG) è il gold standard: durante una notte misura simultaneamente attività cerebrale (EEG), movimenti oculari (EOG) e muscolari (EMG), flusso aereo, sforzo toraco-addominale, SpO₂, ECG e posizione. Da questi segnali si calcolano indici come AHI (apnea-ipopnea/h), ODI e efficienza del sonno, che definiscono presenza e gravità dell’OSAS.

La HSAT (poligrafia cardio-respiratoria domiciliare) è una valida alternativa nei sospetti di OSAS non complicata: è più semplice e si svolge a casa. In presenza di comorbilità (sospette apnee centrali, parasonnie, epilessia, patologie cardiopolmonari importanti) resta preferibile la PSG completa.

Dopo la diagnosi: cosa aspettarsi

In base al profilo e alla gravità (AHI, desaturazioni, fenotipo posizionale/REM-dipendente) lo specialista propone:

  • CPAP/AutoCPAP come prima scelta nell’OSAS moderata-grave;
  • Dispositivi orali (MAD) nelle forme lievi-moderate o in intolleranza alla CPAP;
  • Terapia posizionale, interventi sullo stile di vita (peso, alcol/fumo), opzioni chirurgiche in casi selezionati.

Per benefici clinici, aderenza e consigli pratici, vedi Terapia CPAP in Campania: come migliora la qualità del sonno e la salute generale.

Se ti ritrovi in questi sintomi non aspettare: una polisonnografia può confermare o escludere l’OSAS e indirizzarti alla terapia più efficace. Contatta Eubios, ti guideremo nel percorso di cura più adatto.

FAQ

Come faccio a capire se ho l’OSAS?
Se hai russamento con pause respiratorie, risvegli con fiato corto, sonnolenza diurna o ipertensione resistente, prenota una valutazione. Fai il nostro questionario e sarai ricontattato.

La polisonnografia è dolorosa?
No. È non invasiva: sensori cutanei e fasce morbide registrano i parametri durante una notte.

Serve sempre la CPAP?
È il trattamento di riferimento nelle forme moderate-gravi; nelle lievi-moderate si valutano anche MAD e terapia posizionale.

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