L’assistenza sanitaria territoriale compie un importante passo avanti in Campania. Con l’attivazione del primo paziente in emodialisi domiciliare dell’ASL Caserta, prende forma un modello organizzativo che porta una terapia altamente specialistica direttamente nelle case dei pazienti, garantendo continuità assistenziale, sicurezza clinica e una migliore qualità della vita.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra ASL Caserta, il Presidio Ospedaliero di San Felice a Cancello, il Gruppo Sapio ed Eubios, realtà impegnata da anni nello sviluppo dei servizi di home care.
Per Eubios questo risultato rappresenta il compimento di un percorso iniziato quattro anni fa e sviluppato insieme alle istituzioni sanitarie del territorio.
«Il progetto dell’emodialisi domiciliare nasce dieci anni fa con il Gruppo Sapio. Quattro anni fa anche Eubios ha iniziato a investire per creare una cultura dell’emodialisi domiciliare in Campania. Oggi vedere il primo paziente in trattamento rappresenta la realizzazione di un progetto nel quale abbiamo sempre creduto», afferma Dott. Giuseppe Di Sorbo, Presidente di Eubios.


Un progetto costruito insieme alle istituzioni
L’avvio del servizio rappresenta anche un importante traguardo per l’ASL Caserta. Come sottolinea la Dott.ssa Elisabetta Manzi, Dirigente Medico dell’ASL Caserta, il risultato è frutto di un lungo lavoro condiviso.
«Per l’ASL Caserta questo è un traguardo importantissimo. È da tempo che lavoriamo per arrivare al nostro primo paziente in emodialisi domiciliare. Oggi apriamo una strada che speriamo possa rappresentare un modello anche per il futuro.»
Secondo la dirigente, il valore del progetto non riguarda soltanto la possibilità di erogare una terapia complessa a domicilio, ma soprattutto la centralità della persona.
«L’interesse primario resta il benessere del paziente. Non parliamo soltanto di salute, ma anche dell’ambiente nel quale il paziente viene curato e della migliore assistenza possibile.»
La casa come primo luogo di cura
Dal punto di vista clinico, l’emodialisi domiciliare è destinata a pazienti accuratamente selezionati, per i quali il trattamento può essere eseguito in piena sicurezza. La Dott.ssa Gelsomina Giordano, Direttore dell’Unità Operativa di Nefrologia ed Emodialisi del Presidio Ospedaliero di San Felice a Cancello, evidenzia come questo modello assistenziale offra benefici sia clinici sia psicologici.
«La casa è il primo luogo di cura. Ricevere la terapia nel proprio ambiente familiare permette al paziente di affrontare una terapia salvavita con una serenità diversa. La dialisi rappresenta inevitabilmente una limitazione della libertà personale, ma viverla nel proprio ambiente consente di accettarla meglio.»
La nefrologa ricorda inoltre come il trattamento domiciliare possa contribuire, nei pazienti idonei, anche a ridurre l’esposizione alle infezioni correlate all’assistenza ospedaliera, mantenendo elevati standard di sicurezza grazie a un’attenta selezione clinica e al costante monitoraggio del paziente.
Una rete di competenze al servizio del paziente
L’emodialisi domiciliare non è soltanto una tecnologia, ma un modello organizzativo costruito sulla collaborazione tra professionisti. Secondo Dott. Roberto Calzolaio, Amministratore Delegato di Eubios Srl, il successo del progetto nasce dall’integrazione tra competenze cliniche, organizzazione e formazione.
«Non basta avere la macchina o personale qualificato. Tutti gli elementi devono lavorare insieme. Serve fiducia reciproca, coordinamento e una formazione continua del paziente e del caregiver. I vantaggi dell’emodialisi domiciliare sono di gran lunga superiori agli sforzi necessari per realizzarla.»
L’obiettivo di Eubios è ora quello di contribuire alla diffusione di questo modello assistenziale su tutto il territorio regionale, in collaborazione con il Gruppo Sapio e con le aziende sanitarie locali.
La storia di Luciano: quando la terapia torna a casa
Dietro ogni progetto sanitario ci sono persone e famiglie. Il primo paziente dell’ASL Caserta ad aver intrapreso il percorso di emodialisi domiciliare è Luciano, protagonista di una lunga storia clinica iniziata circa diciotto anni fa con una tubercolosi urogenitale che ha compromesso gravemente il suo apparato urinario.
Negli anni ha affrontato interventi chirurgici complessi, cure prolungate e numerosi ricoveri, fino ad arrivare alla necessità della dialisi. Quando la Dott.ssa Giordano lo incontrò per la prima volta, la domanda che le rivolse fu semplice quanto significativa:
«Dottoressa, posso dializzare a casa?»
Oggi quella domanda ha trovato una risposta concreta. Durante la prima seduta domiciliare, la felicità di Luciano era visibile sul suo volto. Emozionato e di poche parole, ha espresso con semplicità ciò che significava per lui vivere questo momento:
«Sono contento.»
Una frase breve, ma capace di racchiudere il senso più autentico dell’intero progetto.


La testimonianza della famiglia
Anche la figlia Giusy racconta come l’emodialisi domiciliare abbia trasformato la quotidianità della famiglia. Le iniziali preoccupazioni legate alla sicurezza del trattamento hanno lasciato rapidamente spazio alla fiducia, grazie alla presenza costante dell’équipe sanitaria.
«La terapia era già molto pesante per papà. Poterla affrontare a casa è stato per lui come tornare a respirare.»
Prima dell’avvio del servizio, ogni seduta richiedeva lunghi spostamenti verso l’ospedale e un’intera giornata dedicata alle cure. Oggi, invece, la terapia si svolge nel contesto familiare.
«Lo vediamo più sereno. Vive la dialisi in modo completamente diverso e questo ci conferma ogni giorno di aver fatto la scelta giusta.»
Per Giusy il messaggio rivolto alle altre famiglie è chiaro.
«Se ci sono le condizioni cliniche, non abbiate paura. Valutate questa possibilità. Aiuta non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche da quello psicologico.»

Un modello destinato a crescere
L’attivazione del primo paziente rappresenta soltanto l’inizio di un percorso che l’ASL Caserta ed Eubios Srl intendono sviluppare progressivamente.
Come confermato dalla Dott.ssa Manzi, sono già presenti altri pazienti potenzialmente candidabili al trattamento domiciliare. L’obiettivo condiviso è ampliare progressivamente l’accesso all’emodialisi domiciliare, offrendo a un numero crescente di persone la possibilità di ricevere cure altamente specialistiche direttamente nella propria abitazione, mantenendo gli stessi standard qualitativi dell’assistenza ospedaliera.
L’emodialisi domiciliare si conferma così non soltanto un’evoluzione tecnologica, ma una nuova cultura della cura: più vicina ai pazienti, alle loro famiglie e ai bisogni reali della vita quotidiana.


